sabato, 13 ottobre 2007
Stasera

ani difranco cover night
In occasione del ritorno di Ani DiFranco, domani in Italia dopo 2 anni e mezzo di assenza, io (chitarra photoshoppata nella bellissima locandina di elena) e tutti gli amici musici celebreremo la Santa Vigilia suonando le sue canzoni per tutta la notte al s'agapò, sui Navigli milanesi.
Se qualcuno si trova a passare per Milano stasera, è benvenuto/a alla festa

scritto da mela | 10:02 | commenti (14) | commenti (14) [pop-up]
musica, succede a mela

venerdì, 28 settembre 2007
Settembre

Il mese della ripresa, del risveglio, del reinizio, delle raccolte a fascicoli e dei buoni propositi. A parte le raccolte a fascicoli, il resto per me è iniziato a fine agosto, molto grazie alla visita di Tiziana, donna di ortografia acrobatica e di blog apparentemente incomprensibile e invece donna trasparente di cuore e di parole, e poi la positività si è moltiplicata nel miniraduno molisano con Ale e poi Ele (che riesce a fare anche foto belle di fette di me), i giri nella macchinona color champagne che era di mio padre, il mio primo posto di blocco e non mi sarei fermata e avremmo fatto Thelma e Thelma e Louise, le canzoni di Ani con i testi improvvisati su donne in ritardo, il sirtaki ballato al porto mentre una sposa scappava tra le auto nel parcheggio, le mani disegnate, i piedi panati nella sabbia della notte e la notte in campagna a dormire sulle coperte che non sono mai coperte ma coprenti, ma non abbastanza perché il giorno dopo avevo il mio primo attacco di orticaria imponente (secondo la guardia medica) e la mia prima iniezione di cortisone. E in effetti era un po' strano che sul braccio destro, tra spalla e gomito, ci fossero 30 punture di zanzara tutte insieme.
Così ho rivisto anche il nostro medico di famiglia, con il suo sguardo che diceva tutto dopo la corsa vana di aprile e maggio. Gli ho detto che sono tormentata dal rimpianto di non essere riusciti nemmeno ad iniziare una chemioterapia, che magari dopo una cura senza risultati avrei accettato di più l'inevitabilità della fine. Mi ha risposto che dopo una cura senza risultati ora sarei tormentata dal rimpianto di averlo sottoposto a tutta quella fatica inutile. Non ci avevo pensato. In effetti già la sofferenza che ho visto era insopportabile. Ma ora quale bilancia compara il peso di due rimpianti? E sarei una bilancia anch'io, ma non riesco mai a dare il peso definitivo alle cose, perché con queste braccia non arrivo a star ferma e così ogni grandezza diviene più relativa.
E anche questi trent'anni che sto per compiere, chiudere, archiviare, nell'ultimo giorno dell'ultima settimana del mese, come se da lunedì tutto dovesse essere diverso, saranno solo numeri in movimento, che lunedì saranno trent'anni e un giorno. Per quanto un numero rotondo come 30 sia numero di bilanci e realizzazioni e diventare adulti, e intorno a me sia un proliferare di svolte, case nuove, matrimoni, convivenze, gravidanze, lavori veri e carriere. La mia svolta dell'anno è stata perdere mio padre. Per il resto, se mi paragono a 10 anni fa mi vedo uguale ad oggi: perennemente in costruzione. Ma in fondo non è un male. Poi è il brutto e il bello della vita, che non si sa mai cosa ti possa capitare.
Soprattutto a settembre.
Questo mese ho iniziato a seguire un master in traduzione tecnica nella città che è ovunque (là-qui-là) e soprattutto nella mia sorte: è una cosa che fino a luglio mai avrei creduto di fare e invece ora mi riempie di esperienze e progetti e di nuove persone tutte belle, insegnanti e studianti - e chi l'avrebbe mai detto che un nostro insegnante è l'uomo che vent'anni fa cantava la sigla di Ken il Guerriero.
L'altra settimana sono andata a vedere un concerto della nostra batterista in una libreria su una piazza in cui all'una di notte bambini imperversi imperterritano mentre genitori e nonni li lasciano fare benevoli, chiacchierando su enormi panchine, come potrebbe essere in un mondo senza pericoli e paranoie, e ho fatto amicizia con una grande doppiatrice italiana che oltre ad avere una voce bellissima è una ragazza del tutto folle (una che per offrire una sigaretta ad un serioso collega tira fuori dalla borsa per sbaglio un pacchetto di o.b. invece che di sigarette e poi dice "ah è vero, tu le preferisci senza filtro!") e ci piace decisamente così.
E la scorsa settimana ho fatto amicizia con un ballerino che per anni ha insegnato in una scuola giusto dietro casa mia, sul cui cartello d'indicazione LA DANZA PER TE qualcuno allungava sempre la D con un tratto di pennarello, trasformando l'etereo in boteriano: LA PANZA PER TE. Ha ideato tra l'altro una coreografia basata su canzoni di Ani DiFranco, che tra due settimane ritorna in Italia dopo due anni e mezzo di assenza. Si partirà tutti insieme per rivederla: il primo viaggio di piacere dopo lunghissimo tempo.
Anche il primo post dopo lunghissimo tempo, ma questo è ormai consuetudine.

scritto da mela | 00:45 | commenti (19) | commenti (19) [pop-up]
succo di mela, succede a mela

giovedì, 31 maggio 2007
È stato

il miglior padre che potessi avere.



Nessuno si senta obbligato a scrivere commenti a questo post, e nemmeno io.
Ma volevo restasse nel mese di maggio.

scritto da mela | 22:22 | commenti (16) | commenti (16) [pop-up]
succede a mela

venerdì, 20 aprile 2007
Altre cose

continuano a succedere e il mondo continua a girare e mentre mio padre ha fatto domanda di pensionamento e di invalidità e sta per cominciare la sua battaglia contro il male, è scoppiata una primavera noncurantemente (o appositamente?) colorata e bellissima. La teoria della relatività mi offre ogni giorno nuove e diverse manifestazioni di sé: cose che prima rappresentavano problemi o pensieri ora non esistono nemmeno, cose prima quotidiane o trascurate adesso appaiono preziose. E almeno imparare meglio mi fa sentire meglio.
Giorni fa mi si è spezzata una corda della chitarra, il mi cantino, che insieme al sol cede più facilmente allo strapazzo delle varie accordature non standard cui le costringe la musica che suono più spesso. Ma ho pensato di non rimetterla subito e tenerla un po' come una chitarra tenore, la chitarra a 4 corde con cui sono suonate diverse canzoni di Ani DiFranco, per esempio Hypnotized o Half Assed.
Quella sorta di essenzialità mi asseconda, forse perché ultimamente sento il bisogno di suonare cose con meno note e più silenzi, per lasciare ai pensieri il modo di dilatarsi con calma entro i suoni, piuttosto che essere soffocati da essi.

E in questi giorni, da quando ho appreso la notizia della strage di Cho Seung-Hui al Virginia High Tech, ho in testa un'altra canzone suonata con quelle sole 4 corde e con un testo rappresentativo di quell'altra America, che cerca di incidere sulle coscienze non con le armi ma con la ragione (e per amore della ragione stendo un velo pietoso sulla risposta del governatore della Virginia all'invito di Bush a non portare le armi a scuola: "se anche gli altri studenti avessero avuto le armi, non sarebbero morti come pecore, ma avrebbero opposto resistenza a quel pazzo").
Era giusto il 20 aprile di 8 anni fa quando due studenti di 17 e 18 anni commisero la strage alla Columbine High School, una delle più gravi della storia americana con le sue quindici vittime. Qualche mese dopo, l'album To the Teeth si apriva con questa canzone dallo stesso titolo (ho preferito tradurre il significato e rimandare altrove ai significanti verbali e musicali):

Il sole tramonta su questo secolo
e noi siamo armati fino ai denti
stiamo unendo tutti i nostri sforzi
per abbreviare pietosamente le nostre vite

E studentelli continuano a insegnarci
di cosa si parla quando si parla di armi
confondete pure "libertà" con "artiglieria"
e state a guardare i vostri figli che la realizzano

E ogni anno ormai, puntuale come il Natale,
qualche ragazzino diventa preda di quella depressione suburbana
che l'ha nutrito fin dalla nascita
si serve al primo arsenale a portata di mano
e se ne va in giro a riempire la cronaca nera

E in mezzo a tutto ciò le donne
imparano quel che le povere donne hanno sempre saputo
che il limite è molto più vicino di quanto si pensi
quando gli uomini portano le armi in casa

Ma guarda dov'è il profitto
è lì che troverai la fonte
della grande menzogna che tu e io
conosciamo così bene
e nel tempo che servirà perché questo
desiderio culturale di morte faccia il suo corso
loro si faranno dei bei soldi
e poi andranno tutti all'inferno

Lui l'aveva detto che alla fine tutto si paga
eh sì, Malcolm aveva previsto quest'ondata
e davvero dormiremo per un altro secolo
mentre i ricchi guadagnano sul nostro sangue?

È vero, potrà esserci un po’ da lavorare
per vedere la fine di questo disfacimento
ma secondo il mio umile parere
ecco cosa suggerirei di fare:

aprire il fuoco su Hollywood,
aprire il fuoco su MTV,
aprire il fuoco sulla NBC,
e la CBS e la ABC
aprire il fuoco sulla National Rifle Association
e su tutte le menzogne che ci hanno sempre raccontato,
aprire il fuoco su ogni fabbricante di armi
mentre fa un pompino a qualche senatore repubblicano

E se sento parlare ancora una volta
del diritto di qualunque idiota
ai suoi strumenti di furore
prendo tutti i miei amici
e me ne vado in Canada
dove almeno potremo morire di vecchiaia.

scritto da mela | 19:25 | commenti (22) | commenti (22) [pop-up]
musica, notizie, res publica, succede a mela

venerdì, 09 marzo 2007
Ai confini della realtà

La festa della donna è trascorsa lasciandosi dietro festeggiamenti come questi, mentre gli alberi di mimosa (il cui nome deriva dal latino mimus, perché alcune varietà, come la mimosa pudica o sensitiva, si contraggono al tocco come esseri dotati di sentimenti) di via Tiburtina sono di nuovo ridotti ai minimi termini, e continuo a pensare le stesse cose dell'altra volta e sono troppo stanca per scriverne altre.
Gli ultimi giorni sono stati particolarmente intensi, tra lezioni, esami fuori appello, tutti che cercano me per qualunque cosa perché l'altro collega ha dato le dimissioni, una tesi da finire urgentemente di correggere e sistemare: ma è andato tutto bene, ormai è consegnata e rilegata e che strano adesso avere tra le mani questo volume col mio nome e cognome sotto Relatore.

Ieri però il mio cognome mi ha tolto qualche anno di vita. Arrivata all'università la mattina, mi ha fermata uno degli uscieri di Lettere, un signore simpatico con cui ormai ci si saluta cordialmente ogni volta, e dopo "Innanzitutto auguri per la festa della donna" si fa più serio e mi fa "Ma senta, ma è vero che è morta la mamma?".
Morta la mamma?
Mi sono sentita per un attimo come in una puntata di Ai confini della realtà. Possibile che mi stesse dicendo una cosa del genere? Gli faccio "Ma no, ma che dice? Mia madre sta benissimo", però mi si era fermato il cuore.
"Ma infatti mi sembrava strano, l'ho vista giusto l'altro giorno in facoltà e mi sembrava fosse tutto in ordine, anche a me non quadrava, però si dice in giro così, so che c'è chi stava pensando di inviare telegrammi...".
Telegrammi?
Niente, alla fine si scopre che era morta la madre di un'altra professoressa dal cognome simile al mio e che ad un certo punto alcuni hanno iniziato a fare il mio nome invece del suo. Che c'era stato un errore di qualche genere era chiaro, non poteva che essere così, però ciò non toglie la sensazione di sentirsi dire una cosa del genere, che non mi era ancora capitata. Presenze della vita che sembrano inalienabili, e invece nessuna lo è. Chi mi conosce sa quale rapporto conflittuale mi leghi alla figura di mia madre e ai prodotti volontari e involontari della sua mente, però più passa il tempo e più capisco di lei, ma come sarà il giorno in cui dovrò veramente sentire quella frase? In ogni caso, come le ho detto ieri mentre gliela raccontavo, magari questa cosa (come i sogni) le avrà allungato la vita.

Adesso però per un paio di giorni non voglio pensare proprio a niente: tra poco esco di qui, prendo un treno e me ne vado in una casa al mare con due amici, un cagnolone timido e tre chitarre. Festa vera.

scritto da mela | 16:17 | commenti (29) | commenti (29) [pop-up]
d istruzione, succede a mela

mercoledì, 28 febbraio 2007
Un mondo ancora incontaminato

Appuntamento orientativo con la quarta temeraria che mi chiede di seguire la sua tesi di laurea (già: già quattro, e ho paura che lieviteranno; ma forse ho ancora più paura di quando ad aprile toccherà alla prima fare la discussione... cioè: dovrei presentarla ed introdurla io. aiuto).
Le interesserebbe occuparsi di pragmatica. Vagliando possibili tipi di testi su cui condurre un'analisi linguistica, ad un certo punto mi viene in mente che magari potrebbe essere anche interessante provare a spulciare qualche blog tedesco...

mela docente: certamente saprai cosa sono i blog, no?
studentessa: no.

Ok, comunque le interessano anche le tecniche di sottotitolaggio cinematografico e può essere che ci butteremo su quell'argomento.
Per oggi, intanto, il grande punto interrogativo (ma davvero?) e poi quello esclamativo (che bello però, una mente incontaminata, mi fa tenerezza!) che erano nella mia testa non sono apparsi in sovrimpressione.

scritto da mela | 23:59 | commenti (13) | commenti (13) [pop-up]
d istruzione, succede a mela

mercoledì, 14 febbraio 2007
È San Valentino: parliamo di tasse!

(come Benigni quando cerca di non pensare al sesso in Il Mostro)



Stamattina ho richiamato l'Ufficio Stipendi dell'Università, da cui aspetto il pagamento di quattro corsi da più di un anno, precisa come un orologio svizzero nel seguire il loro suggerimento dell'ultima telefonata "Se non le risulta l'accredito a metà febbraio, richiami pure qui".
È esattamente metà febbraio. Io richiamo.

Mi risponde una signorina con voce da bambina:
- Ma lei sul contratto si era dichiarata inoccupata?
- Sì.
- Ah ecco, il fatto è che i pagamenti per gli inoccupati sono stati bloccati in attesa che si allien... che si alleini... che si allie...
- allineino?
- ...ino con la nuova finanziaria, sì, ecco il perché del ritardo.
- Quindi avete i pagamenti bloccati perché non sapete come gestirli con la nuova finanziaria?
- Eh sì.
- E quali diventano ora i tempi per la liquidazione di questi contratti?
- Eeeh, i tempi per la liquidaziooone...
- È che, sa, è un anno ormai che aspetto...
- Guardi, noi volendo potremmo anche mandarli in pagamento subito, senza tener conto della nuova legislazione, però non le conviene, perché la ritenuta fiscale con la vecchia legislazione era molto più pesante...

E no, e là ho alzato le mani!
È vero, a ottobre, per un corso tenuto un anno prima, mi hanno trattenuto più di un quarto del già magro co.co.compenso in tasse.
Poi la signorina mi ha detto che comunque probabilmente questo all... allineamento con la finanziaria si farà questo venerdì o al massimo la settimana prossima, per cui l'attesa rimanente dovrebbe essere non troppo lunga.
Ho riattaccato un po' frastornata.
Ho pensato: e ora con che le pago le bollette nel cassetto di là e i due regali di laurea che devo fare il 23 e il 26 per due amiche fondamentali?
Poi ho pensato anche: ma quindi Prodi mi ha diminuito le tasse?

Oddio!
PRODI MI HA DIMINUITO LE TASSE!!!
Incredibbile siore e siori!

scritto da mela | 17:54 | commenti (32) | commenti (32) [pop-up]
res publica, lavoro precario, melodrammi, succede a mela

giovedì, 25 gennaio 2007
Incontri invernali (e non solo)

È arrivato, finalmente. Il freddo atteso da mesi, perlomeno da me che alle basse temperature divento più allegra. Oggi ho camminato nella neve aquilana sorridendo da sola come una deficiente, a godermi quella sensazione di schiacciamento sotto le suole, e il rumore che non si sente con le orecchie ma coi piedi. In realtà a Roma il tempo è stato più novembrino che propriamente invernale, con tempeste di vento e raffiche di pioggia e un cimitero di sedie prone e mollette per i panni tuttora sparse per il terrazzo davanti alla mia finestra.
Ma ieri mattina il sole, mentre correvo per incontrare lei presso il Palazzaccio che però tanto piace a mia madre.
Riconoscersi attraverso il sorriso, poi subito la visita ad una libreria piccola piccola per salutare una libraia al corrente della mia esistenza in quanto lettrice di blog: "però io li leggo solo!". Che strano però pensare a quanti mondi si sfiorino o si allaccino senza nemmeno accorgersene.
Non ricordo nemmeno come venne fuori che ci promettemmo la cioccolata calda per il nostro primo incontro. Era un sacco di tempo fa (l'inverno scorso quindi?). Poi stagioni climatiche meno consone alla cioccolata e stagioni di vita con perturbazioni varie ci hanno tenute occupate e in proroga per un po'. Evidentemente in attesa del ritorno del freddo anche a Roma.
Non c'era alcun freddo però né nel luogo marrone e arancione in cui ci siamo sedute, né nei sorrisi con la ragazza che mi ha preparato il caffè marocchino più bello che mi sia mai stato servito, né tantomeno nelle parole scambiate, nemmeno le prime. Anzi, tra le prime sue parole, una frase su qualcosa che pensavo di non aver mai dato troppo a vedere e che invece per lei era così trasparente.
E così trasparenti sono state tutte le parole che sono seguite. Tante ma alla fine poche. Mi continuavano a circolare nella mente mentre andavo via. Insieme all'energia positiva, che in questo gennaio ha deciso di ricominciare a fluire.

E il pensiero va innanzitutto a lei e alla settimana di sogni da realizzare che stiamo per materializzare, tra cui il primo Ani DiPranzo della storia che è nato tra le mie mani senza che nemmeno me ne accorgessi, e dove sarà anche lei, che ogni volta che viene a Roma semina qualcosa in giro, e tutti gli altri abitanti di quella folle casa che è stata la mia prima casa virtuale; e poi a lui, il primo conosciuto da qui, e a tutte le ore di discorsi e camminate fatte insieme, da quella prima timida e trasparente per tutta Roma fino all'ultima a Napoli con i 30 secondi di nubifragio che hanno fatto ridere i bambini dei nostri ombrelli istantaneamente distrutti, ma quella che rideva di più ero io, e i calzini asciutti barattati con una sciarpa fradicia, e la pizzeria senza accento; a lui e ad un altro giorno di pioggia, romana, fitta e sottile, come tutte le parole, e poi tutti quei cuscini colorati per terra in una sala da tè poi divenuta un luogo metaforico; a lui e le coincidenze e il concerto dei Beatles al porto di Genova che nemmeno se l'avessimo chiesto, e tutte quelle volte a parlare come se le parole non potessero mai finire; a lui e a quel bellissimo concerto al Circolo degli Artisti, e mai nome fu più azzeccato per suggellare qualcosa come questo scambio continuo di note, e poi la nottata sul terrazzo a suonare tutta la discografia dei Beatles, e una delle ultime fu "Two of us" che poi mi fece pensare al titolo "Two of us in a circle" per un post mai più scritto, ma è come se lo fosse.
E poi tutti gli altri di cui nemmeno conosco la faccia eppure ci sono.

scritto da mela | 23:58 | commenti (16) | commenti (16) [pop-up]
succo di mela, succede a mela

giovedì, 18 gennaio 2007
Post che si scrivono da soli

Era da un po' che non mi arrivavano delle mail di spam veramente divertenti.
Di quelle che ci ricordano che oggi forse quasi tutto si può fare con le macchine, ma la traduzione proprio no.
Questa mail mi è appena arrivata dalla "Banca di Roma", con cui ovviamente non intrattengo alcun rapporto. Ho testé smesso di spisciarmi dal ridere con la mia amica e poiché abbiamo deciso di incorniciarla, la incornicio qui (ho anche testé imparato che testé è abbreviazione di testeso, ovvero "teso teso", ovvero "dritto dritto", ovvero "giusto adesso"). Da conservare e rileggere nei momenti tristi.


Mittente: info.privacy@bancaroma.it
Oggetto: Il suo in linea Accesso di tecnica bancaria è Stato Terminato

I Clienti cari Valutati;

A Banca Di Roma, migliorare annualmente i nostri server di Sicurezza per tenere i nostri clienti liberano dal furto di tecnica bancaria di internet.

Abbiamo migliorato qui vicino i nostri Server di SSL per migliorare la icurezza del nostro depositando per permettere in linea il libero-scorre ed il frode-libera depositando in linea per i nostri in linea clienti di tecnica bancaria.

Lei è consigliato di aggiornare le sue a tempo di record al più presto possibile attraverso la nostra maglia ottenuta: http://www.bancaroma.it/site/index.asp*  Per guadagnare l'accesso pieno al suo conto come questi sistemi di sicurezza migliorati possono riguardare i suoi montaggi di conto se lei non aggiorna le sue a tempo di record.

Ringraziarla per il suo capire, ma anche ricordare che la sua sicurezza è il nostro interesse estremo.


Dipartimento di intimità* e Sicurezza.
Banca Di Roma


* questo indirizzo indicato nella mail (non so se sia vero, vedo che esistono sia bancadiroma che bancaroma, con homepage identica) contiene poi ovviamente un link a tutt'altro sito.
* La Banca di Roma ha un Dipartimento di intimità. Di che altro si occuperanno?

scritto da mela | 12:32 | commenti (13) | commenti (13) [pop-up]
parole, tempi moderni, succede a mela

giovedì, 14 dicembre 2006
Per gli amanti del genere

C'era una volta un gruppo di persone che aveva deciso di mettersi a suonare le canzoni di una piccola folksinger che i fondatori amavano tantissimo. Come nome avevano scelto Origami. Poi col tempo il tempo, l'incostanza, gli impegni, i cambi di formazione, le distanze, le vacanze, i lavori, i pensieri, i fine settimana, le tesi, il caldo, il freddo, hanno messo un po' in difficoltà progettualità e motivazioni origamiche.
Diciamo che nell'ultimo periodo la carica era paragonabile grosso modo a quella di un cane stanco accovacciato in un angolo, lì vicino alla stufa.
Ma è in periodi come questi che la sorte fa arrivare telefonate come "Ehi, verreste giovedì prossimo a suonare qualcosa nell'ambito di serate enologiche?" o qualcosa del genere. E si dice di sì. E si fa una prova sola, 'ché non c'è proprio tempo per fare di più, giusto per staccare ragnatele dal portellone della nostra sala prove e scrostare qualche centimetro di ruggine (questa metaforica, ma le ragnatele no) accumulata su microfoni e amplificatori, e si riscopre che fare quei suoni è così bello, che i pezzi sono ancora freschi, che già che ci siamo ne abbiamo messi su tre nuovi. E finalmente un motivo per rimettere corde nuove alla mia chitarra.
Stasera saremo fondamentalmente in due, io e la cantante, a provare a diffondere un po' il verbo di Ani DiFranco in un centro sociale che ci presenta così:

Origami. cover Ani di franco (acoustic set). Una voce incredibile riproporrà i brani della cantautrice americana accompagnata da un eccezionale set acustico . Un sound gentile...morbido...di una piacevolezza unica...Una formazione particolarissima , assolutamente da non perdere per gli amanti del genere .

Cioè, sembriamo la pubblicità del Glen Grant.

scritto da mela | 00:34 | commenti (19) | commenti (19) [pop-up]
musica, succede a mela

 

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