mercoledì, 23 maggio 2007
Zeitgeist

Farsi coraggio, fare coraggio, il tempo procede sempre in avanti, un altro anno accademico sta finendo e in questo ho fatto 14 corsi a contratto per 4 università diverse e mi sento un po' stanca, ma forse il buono di essere pagati l'a.a. dopo è che intanto sembra di non aver fatto niente e magari così ci si sente un po' meno stanchi. All'esame di teoria per la patente non è difficile fare zero errori, difficile ora sarà trovare nel mondo reale un incrocio con 5 bracci e ognuno con una macchina in attesa e nessuna segnaletica orizzontale, verticale, semaforica o manuale e vedere che precedenze verranno date (presumibilmente una di queste, intanto da pedona romana confermo la validità del metodo della precedenza ipnotica di cui all'ultimo punto), e comunque ora posso rimuovere dalla memoria tutti i segnali inutili, 'ché come dice un mio amico, "nella vita reale basta saperne 3: stop, divieto d'accesso e senso unico", che sapevo già da prima, ecco. Difficile è partire in salita quando la legge naturale ti vorrebbe giù ma tu ti devi opporre con equilibrio e slancio senza tradire alcuno sforzo e senza singhiozzare di sofferenza, ma questa è più una metafora. Anche terapia sperimentale è una metafora, vuol dire "delle altre terapie conosciute non funziona niente", bisogna tuttavia credere e sperare. E anche quando è l'undicesimo giorno da "vi chiameremo per il ricovero tra una decina di giorni": credere, sperare e convincere gli altri a non cedere, nascondendo intanto i propri cedimenti.
E poi fare cose da vita normale. Ho guidato una macchina tedesca e celeste per una strada provinciale in mezzo al verde, luccicante e silenziosa come nelle pubblicità dove non esiste il traffico: è una bella sensazione, temo di starci prendendo gusto. Domenica tornando dal lavoro della domenica ho visto sulla via Aurelia una Ka usata in vendita, verde bottiglia, e l'ho concupita, l'avrei tanto voluta per me. Ma devo dominare i desideri che non sono alla mia portata, distaccarmi da essi. Che imparino dal serpente Kundalini che dorme arrotolato tra le mie gambe e nemmeno sa quando si risveglierà. Evidentemente i chakra devono attendere. Come molte cose. Mi ha scritto una batterista/percussionista, dopo un anno esatto che siamo senza: mi scrive che è un'accanita fan di Ani e che ha letto ora un annuncio messo mesi fa, e io che mesi fa avrei fatto capriole di gioia a ricevere una mail del genere, ora nemmeno le ho ancora risposto, perché in realtà non riesco a progettare concretamente niente, piuttosto passo il tempo a rigirarmi tra le mani me stessa nelle varie versioni conosciute o immaginate, a cercare di venirne a capo, ragionare su cose successe che non dovevano, quelle non successe che si volevano, gli sbalzi d'umore e i silenzi grigi, effetto collaterale del tentativo di farmi gommosa ed elastica per attutire meglio le mazzate, come quella presa 11 giorni fa al Gemelli, da sola, poi farmi filtro per le cose da riferire al telefono con la voce normale, incoraggiante, e poi riattaccare e piangere scendendo scale e pensare a chi potrei telefonare libera di piangere, ma mentre scarto chi lavora, chi non può rispondere, chi non so cosa stia facendo, chi non mi ha mai sentita così, anche quel momento passa e torno in me, con me, a rigirare me stessa tra le mani e a cercare di venirne a capo. Va bene così, è solo questione di tempi. Poi le persone con cui posso parlare non mancano e per fortuna sanno aspettare che mi passino le fasi asociali. Di questo mi sento spesso in colpa. E poi grata.

Anche i post aspettano il momento in cui qualcosa spinga a scriverli, qui, nella rete in cui a volte ci si impiglia, dietro schermi con cui ci si scherma, di fronte a comunità di estranei. So che a volte ci si chiede se sia utile o legittimo parlare così di sé. Per me lo è, ma forse fa molto il fatto che le 10 persone che mi leggono mi conoscano quasi tutte da prima o ormai di più rispetto al blog, per cui non mi sento fuori luogo. O forse perché nel mio mondo ideale dire e condividere quel che si prova è naturale e fa bene. E poi la memoria scritta serve a supportare quella dei miei neuroni labili: quando tornerò a leggere cosa pensavo, sarà come rivedere fotografie. Del resto fotografare vuol dire "scrivere con la luce", ma i pensieri si catturano meglio in pixel che su pellicola.

scritto da mela | 03:13 | commenti (17) | commenti (17) [pop-up]
succo di mela


Commenti
#1    23 Maggio 2007 - 09:19
 
mela, passerà. e non dimenticarti di te stessa, di coccolarti un po'. che te lo meriti, no?
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#2    23 Maggio 2007 - 10:53
 
Mela...fissare i pensieri e evitare che ci risucchino in un vortice e' giusto, necessario e fa bene.
Cosi' come e' giusto avere le fasi asociali, avere le fasi di sfogo e tutto il resto, tutto quello che viene da dentro.
Tra qualche giorno torno...e ci sentiamo..purtroppo non ci vediamo perche' stavolta non passo da Roma...ho tante cose da raccontarti e tu ne hai mille volte di piu'.
Un abbraccio fortissimo..ma forte forte forte.
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#3    23 Maggio 2007 - 11:19
 
Passerà questo zeitgeist.
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#4    23 Maggio 2007 - 11:51
 
Ero anche io un'esponenete eccellente della precedenza per ipnosi a Roma... in Germania invece basta essere un pedone e si fermano anche gli aerei ;-)
Un abbraccio.
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#5    23 Maggio 2007 - 18:17
 
Fai bene a scriverne, se ti è utile. Io non riesco a parlartene qui. Quindi la prossima volta non scartarmi, perché potrei seriamente non star facendo niente.
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#6    23 Maggio 2007 - 21:23
 
cinas, non è facile ma ci provo. A te, ancora, grazie.

massi, le fasi, sì, ci sono e ci vogliono. Sempre sperando di uscirne meglio. Mi dispiace che l'abbraccio debba restare solo qui, ma dai, ci sentiamo presto.

seaweeds, è la modalità a farmi paura.

melusina, infatti: in Germania rallentano già se solo intravedono un pedone all'orizzonte, qui invece è necessario stabilire il contatto visivo, per assicurarsi che l'automobilista, ormai a un metro da te, si sia accorto della tua esistenza. Grazie del sorriso (poi l'esempio degli aerei da te è perfetto)

marco, è vero, ti ho scartato, dal che intuirai (ma lo so che sei perspicace) che avevo pensato di parlare con te. È che la frase in cui sei tu è "chi non mi ha mai sentita così". Ma vedo di trovare il modo.
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#7    23 Maggio 2007 - 21:43
 
Posso rispondere sempre.
E passo. Senza poter essere utile. Ma sono qui.
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#8    24 Maggio 2007 - 09:58
 
ciao Mela, anche se tutto arriva all'improvviso, vedrai che arriverà il tempo per sistemare il tutto.
Sarà un po' come sistemare la tua stanza dopo un periodo in cui non avevi il tempo di riordinarla; tutte le cose andranno al giusto posto e tu potrai riposarti, rilassarti e, perchè no, anche divertirti.
Al prossimo "cambio di stagione" sicuramente sarai pronta a sistemare tutto..
:)
Isma
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#9    24 Maggio 2007 - 10:00
 
..scusatemi..ho riletto il mio post..perdonatemi la saga delle ripetizioni..ops..

:P

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#10    24 Maggio 2007 - 20:44
 
Non posso rispondere sempre, ma se vedo che sei tu rispondo dovessi essere in udienza dal papa (non credo!!)
Non ti ho mai sentita così?, non importa!
Un bacio
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#11    24 Maggio 2007 - 23:34
 
biancac, grazie del pensiero, a te come a tutti. Quella di non volerne parlare con tutti è una questione mia, forse perché mi sembra di stare veramente sempre a parlare e a volte mi serve giusto silenzio per riposarmi.

isma, non preoccuparti assolutamente per le ripetizioni e grazie per il tuo consueto verde e per il sorriso. Oh, non so ancora se ci vediamo lunedì, domani vado giù dai miei e dopo vediamo. Intanto un abbraccio

viv, con l'udienza dal papa l'hai detta grossa: che sei un tesoro :*
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#12    25 Maggio 2007 - 18:30
 
l'attesa, il coraggio... il coraggio dell'attesa...
resistere - sperare... resistere sperando...
resistere, attendendo con coraggio la speranza...

e stiamo sempre là... il filo conduttore è il fattore nervoso...
dominare i propri nervi, detto da me, che sul tema potrei farci una tesi di laurea, fa un po' strano... detto da me che a quasi 28 anni ho ancora difficoltà a rendere la mia rabbia qualcosa di positivamente produttivo... io che mi incupisco spesso e volentieri... i 4 elementi che ho scritto sopra sono fondamentali per non crollare e per dare un senso alle cose... a volte è difficile combinarli, a volte è difficile averli a disposizione... e combinare gli elementi da soli è ancora più complicato...

e nei momenti in cui crollano i nervi e si sta male, ma veramente male, io preferisco stare da sola o, se proprio ho qualcuno accanto, restare in silenzio... chi mi conosce lo sa e non forza la mano... non sentirti in colpa se hai bisogno della tua solitudine, dei momenti di silenzio... non sentirti in colpa se stai sfasata, confusa o giù di morale... chi ti vuole bene questo lo capisce e lo rispetta...

ne parlavo con una mia carissima amica qualche giorno fa... non ci vediamo molto spesso perché lei non è di qui, così le scrissi un messaggio per dirle che mi mancava e che ciò che mi sarebbe più piaciuto fare in questo periodo che ho tanta confusione nella testa, era poter passare qualche ora con lei... ma non a parlare, semplicemente a stare sedute l'una accanto all'altra a guardare il mare... a volte ci si sente più capiti e più in intimità con il silenzio...

ti abbraccio, big apple ^___^

alebò
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#13    26 Maggio 2007 - 12:06
 
un abbraccio da un uomo disperato al quale non va firefox.
brule
utente anonimo

#14    28 Maggio 2007 - 00:16
 
Non credo che io sarei in grado di scrivere così. Ti abbraccio; non voglio imporre la mia presenza (virtuale?!), né l'ascolto se hai bisogno di silenzio (e lo comprendo). Passo per dirti che ci sono e il mio non vuole essere un mero "Presente!" di rito. Ti abbraccio ancora.

Simona
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#15    29 Maggio 2007 - 16:01
 
Volevo chiamarti, e stupidamente non l'ho fatto.
E mi dispiace che non l'abbia fatto tu, anche solo per piangere un po'. Magari invece potevamo andare a coccolarci da Ciòccolami... Insomma, io ci sono sempre, quando vuoi. Un bacio
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#16    29 Maggio 2007 - 18:30
 
Carissima Mela, non ti chiamo perché hai espresso il desiderio di non ricevere telefonate o messaggi. Leggerai queste righe quando vorrai. Ti abbraccio con tantissimo affetto. Stefano
utente anonimo

#17    29 Maggio 2007 - 23:38
 
Penso che il tuo amico abbia ragione a proposito dei 3 segnali... per tutto quello che riguarda il resto, un grosso e sincero abbraccio! Paolo.
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