domenica, 06 maggio 2007
Cebula

è il titolo in polacco di questa poesia che riesce ad affrontare con acume e levità quel che per altre discipline si chiama ontologia o gnoseologia o epistemologia o esistenzialismo o quel che vi pare:


La Cipolla

La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
Potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla: cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.

La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi - grasso, nervi, vene,
muchi e secrezione.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.

(Wislawa Szymborska - traduzione di Pietro Marchesani)

Stamattina la signora Szymborska, come la chiamavano tutti, impedendomi di fugare ogni dubbio sull'esatta pronuncia del suo nome di battesimo (come si dirà correttamente Wislawa, se il cognome del fu papa veniva pronunciato in varie gradazioni fonetiche tra Voitila e Uoitiua?) ha letto questo ed altri piccoli trattati di filosofia, storia e metafisica, scritti a meraviglioso modo suo, a pochi metri da me, nella sua lingua piena di affricate: qui si può sentire la sua voce, dopo quella in italiano; oggi invece la lettura in italiano succedeva a quella in polacco e veniva dalla pacata voce maschile del suo stesso traduttore, Pietro Marchesani, cui il giovane e simpatico ambasciatore di Polonia ha conferito in latino un'onorificenza di merito.
Sembra il resoconto di un evento intellettuale snob, ma è stato tutt'altro: l'auditorium del Goethe Institut era pieno di persone sedute e in piedi per vedere quello che qualcuno, durante le presentazioni di rito, ha chiamato un grosso personaggio, perché Nobel 1996 per la letteratura e uno dei più grandi poeti viventi, invece davanti a noi c'era questa signora minuta e canuta dallo sguardo vispo e un po' timido, che ci ha detto (in polacco, poi tradotta da un'autorità che non ricordo, un signore dall'italiano perfetto e dal volume di voce di 2 dB) "Sono stupita che siate qui così numerosi: oggi è weekend!"
Ma per lei ne valeva la pena eccome. E c'erano molte persone giovani tra il pubblico. Giovani ad un incontro con una vecchia poetessa di 84 anni. Una ragazza seduta davanti a me aveva un volume polacco con sul risvolto di copertina questa (<--) foto di autrice e tazza fumanti. Altri avevano comprato al banchetto al piano di sotto dei volumi delle sue antologie. Io invece mi ero portata per il viaggio in autobus il mio amato volumetto col prezzo ancora in lire, preso dopo aver letto da qualche parte (dove? quando? perché? non lo ricordo) Amore a prima vista e/o Il gatto in un appartamento vuoto, parole ironiche e immediate su misteri insondabili come coincidenza e destino, morte e senso di tradimento. E le analisi storiche di Scorcio di secolo e La fine e l'inizio (in cima a questa pagina), parole che illustrano eventi epocali eppure scorrono senza impedimento, così diverse da ciò che la maggioranza intende per poesia: lo stile ermetico, le immagini frammentarie, il respiro sospeso negli enjambements, arrivare alla fine e magari chiedersi "aspetta, e quindi cosa ho letto?". Con lei no. E quanto più diretto appare a noi, tanto più c'è la sua bravura nel condensare cotanto significato in tali significanti. L'amo anche per questo. E non credevo che avrei mai avuto l'opportunità di vederla di persona. Ma oggi è successo e mi aggrappo a questo come alla salvezza di un corrimano.

Per il resto nulla di nuovo: domani arriva mio padre che lunedì diventerà un uomo radioattivo per qualche ora, sperando di capire finalmente quanti siano i mostri e iniziare a colpirli; nel frattempo all'ospedale di Taranto si somministra protossido di azoto invece che ossigeno ai pazienti; Berlusconi si lamenta dei comunisti che vogliono rovinargli le aziende; dal primo maggio mezzo paese infiammato per la questione etica della critica a Santa Madre Chiesa da un palco da un comico, per frasi come
- Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo: infatti la Chiesa non si è mai evoluta.
- Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana. Ma è giusto così: accanto a Gesù Cristo sulla croce non c'erano due malati di sclerosi laterale, ma due ladroni.

che non mi pare dicano nulla di falso (per quanto, ok, Welby i funerali nemmeno li aveva chiesti, ma la moglie sì, e comunque il punto è l'intransigenza della chiesa verso chi ritiene inumano l'accanimento terapeutico, anche quando la Sua volontà sarebbe un'altra... altro bel punto il fatto di mettere il becco un po' ovunque), ma nessuno che reagisca con tale passione per i discorsi di Epifani, Angeletti e Bonanni fatti la mattina a Torino, sulle vere questioni etiche urgenti di cui occuparsi: i morti sul lavoro, i morti di fame per precariato, la morte della fiducia nello Stato con un sistema fiscale sostenuto dalle classi sempre più svantaggiate mentre altri sguazzano impuniti in furbizie e privilegi, la morte della speranza, come l'altro giorno che sul sito di Repubblica c'era il programmino per calcolare la futura pensione e a me è venuta fuori una pagina tutta bianca. E andiamo avanti così.

scritto da mela | 02:54 | commenti (19) | commenti (19) [pop-up]
parole, notizie


Commenti
#1    06 Maggio 2007 - 07:45
 
ti invidio molto per aver conosciuto W. Szymborska, adorata poetessa.
Leggererezza e intelligenza.
sul resto, che dirti? sono in totale, assoluto accordo su tutto: il punto non è la protervia della chiesa (fanno il loro lavoro) ma quanto sia accreditata l'opinione della stessa.
ciao, fa sempre un gran piacere leggerti.
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#2    06 Maggio 2007 - 10:12
 
cinas, ora te lo posso dire, ricordavo che piace anche a te e avevo quasi pensato di scriverti quando ho saputo della sua venuta a Roma (cioè il giorno prima), ma poi mi sembrava che l'effetto sarebbe stato solo farti rosicare... Ehi e se riuscissi a recuperare?
E credimi, fa un gran piacere a me averti qui. Mi dispiace di non avere la testa per leggere e commentare te e gli altri ultimamente, sono molte le cose da cui mi sento un po' lontana, ma vedrò di cercare di fare un po' d'ordine.
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#3    06 Maggio 2007 - 10:28
 
Guarda Getmütlich, quoto Cinas in lungo e largo.
pensare che la poesia del gatto di Szymborska l'ho letta proprio ieri ad una mostra di ex-libris sui felini alla Coopseitu!
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#4    06 Maggio 2007 - 10:43
 
Vuoi dirlo a me, che di cipolle ne mangio tantissime? :)

Il tuo calcolo della pensione, mi ricorda un po' questo:


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#5    06 Maggio 2007 - 11:39
 
Perchè angustiarsi a calcolare qualcosa che non ci daranno mai?
Quando arriverà il nostro turno avranno portato l'età pensionabile a 90 anni e 101 di contributi!!!
Sulla chiesa: no commenti e non per rispetto!
Per il resto un abbraccio
:-))
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#6    06 Maggio 2007 - 14:40
 
Una grande poetessa, immagino il grande piacere di averla conosciuta!

Un abbraccio!
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#7    06 Maggio 2007 - 22:18
 
brù, in mancanza di accento sulla ù di coopseitu ci ho messo un attimo a capire dove diamine avessi letto la poesia... che belle però queste coincidenze, come l'altra volta che in un post ho parlato di Harold e Maude e tu li hai proiettati al socialclub.
(mostra di ex-libris? com'è andata?)

seaweeds, imperscrutabile laconicità del web che tutto semplifica...

viv, sempre saggia! Sulla pensione, sul rispetto, sul resto. Un abbraccione a te :)

Simona, infatti è stata la realizzazione di un piccolo sogno, anzi, diciamo pure utopia. Lei è piacevole e saggia e brillante come le cose che scrive: e a te che ami lettura e scrittura, il link con alcune delle risposte che Wislawa ha dato a persone che le hanno sottoposto poesie e racconti... risposte talvolta taglienti, ma ben dette.
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#8    07 Maggio 2007 - 02:10
 
Io in quel programmino non sapevo nemmeno che parametri mettere. Ma noi lavoratori autonomi la pensione ce la creiamo con le nostre mani, mica aspettiamo lo Stato.

(Non conosco la poetessa. Dirò di più, ho un conto in sospeso con la poesia. Però è soltanto una questione personale)
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#9    07 Maggio 2007 - 08:48
 
oddio...che la mia assicurazione previdenziale (privata) inizzziii ad avere un senZo? mi si commuovono le acèlle vah :°°D
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#10    07 Maggio 2007 - 20:34
 
Grazie!! Sono iscritta alla newsletter di RaiLibro ;)))
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#11    08 Maggio 2007 - 11:11
 
Mi dispiace non esserci venuta!
[Andrea Rivera io lo adoro, letteralmente.]
E sempre in bocca al lupo per papà.
baci
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#12    08 Maggio 2007 - 23:24
 
grazie.
questo è il genere di post che vorrei sempre leggere.

a presto, francesco
utente anonimo

#13    09 Maggio 2007 - 14:49
 
sta cosa delle notizie futili che prevalgono su quelle serie mi ricorda tanto la storia della pagliuzza e della trave... era qualcosa come guardare la pagliuzza nell'occhio altrui quando nel proprio c'è una trave... ovvio, no? il miglior modo per deviare l'attenzione dalle tematiche serie alle emerite stronzate, sta nell'enfatizzare l'importanza delle emerite stronzate! è come se tu, cara Melella, ti arrabbiassi perché io ti faccio notare che il tuo nome è anche il nome di un frutto... verrebbe da dire, "ma è ovvio!"... eppure in Italia non si fa così! ciò che ha detto Andrea Rivera è ovvio, palese, dimostrabile, eppure qualcuno si è sentito offeso? Ma di cosa?

A me offende molto di più che ci consideriamo una società evoluta quando viaggiamo indietro nel tempo. Sperare nella pensione è pura utopia, sperare nella giustizia è pura utopia, rivendicare i propri diritti è una lotta contro i mulini a vento, sperare nella pace è pura utopia. [i]Sperare[/i] sta diventando utopia.

Eppure, in effetti, tra una trave e una pagliuzza dà più fastidio, evidentemente, una pagliuzza...

Ti abbraccio Mela, forte forte

alebò
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#14    09 Maggio 2007 - 23:40
 
goo, ad averci qualcosa, nelle mani...
(secondo me fai ancora in tempo a recuperare qualcosa: prova con lei, per esempio)

dragonfly, sei una grande. Anche per le ascelle che si commuovono.

Simona, e posso copiarti l'idea?

giorgi, ci vedremo per qualcos'altro allora. Magari Rivera in piazza a Trastevere, chissà?

Francesco, e lo vedi che a qualcosa i blog servono?

alberello, hmm, sì, sembra anche a me di ricordare una storiella del genere... anche se da piccola mi chiedevo sempre come cavolo facesse uno ad avere una trave nell'occhio e non accorgersene: è che la mente dei bambini non comprende le metafore, ma questo l'ho imparato all'università. Quello che ancora non riesco ad imparare è la gerarchia delle questioni etiche secondo il pensiero dominante. Dici che ci arriveremo?
Un abbraccione a te, cara, a presto
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#15    11 Maggio 2007 - 09:01
 
gran bel post melì. ma quanto è avanti la signora Szymborska, sarebbe una nonnna favolosa! :)
ti auguro un buon weekend, spero di sentirti presto!
buzz
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#16    13 Maggio 2007 - 20:45
 
mi piace un sacco questa poesia! dovrò leggere qualcos'altro...
un bacino mela, e in bocca al lupo per tuo padre
Giorgio
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#17    21 Maggio 2007 - 14:16
 
mi associo al tricheco, non conoscevo poesia e poetessa :|
quando avrò finito di capire quando finirà il mio "periodonegativomaancheno" prometto di indagare.. :)
bacio, ed è sempre bello leggerti :*
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lennon81

#18    22 Maggio 2007 - 00:42
 
forse non c'entra una mazza, tant'è...
stasera mi sono messa a riguardare le foto fatte a Berlino... ho riprovato la stessa sensazione di quando ero lì... quella città mi ha fatto un effetto strano... mi ha invasa... sentivo la sua inquietudine, il suo sottile dolore...

se è vero che le persone che sono state fregate si riconoscono a pelle (come scrive Luis Sepulveda ne "Le rose di Atacama), credo che la stessa regola valga tra persone e città...

c'è una sottile, umana comprensione, anche tra binomi appartemente inconciliabili... credo sia bello... in fondo, ci si sente capiti e meno soli...

ti abbraccio Mela! se sono andata OT, scusa...

alebò
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#19    22 Maggio 2007 - 15:52
 
buzzi, beh, nel frattempo ci siamo anche sentite e ne sono proprio contenta, e comunque sì, nonna Wislawa te la consiglio di cuore, aiuta a guardare meglio le cose, cosa che non si impara mai abbastanza.

giorgino carissimo, e quale momento migliore di questo per iniziare a leggere cose nuove? Chissà come stai trascorrendo il tuo primo giorno da uomo libero, finalmente fuori da quella prigione col portale ad arco e il triangolo in mezzo... :)
Spero di vederti presto per alzare una pinta in tuo onore. Intanto un bacio

lennonino, ma come, e io che ti facevo tutto feliciello? Hm, ma non leggo il tuo blog da un po', perdonami, adesso mi vado subito a leggere gli arretrati e poi ti rispondo qualcosa...
Hm, hai scritto meno di me, il che è tutto dire: dopo marzo un solo post, ad aprile. Bello quel campo erboso però, e l'acqua fredda toccata e bevuta, nuova. Dai, il verde, la terra, il fresco, qualcosa di buono c'è. Bacio anche a te

alebò, benvenutissimo il commento che non c'entra una mazza, pensa che anch'io mi ero scordata di cosa parlasse quest'ultimo post, va benissimo che ora sia contenitore di parole altre e nuove. Ma lo sai che non sono ancora mai stata a Berlin? Che vergogna. Non vedo l'ora di recuperare e provare a sentire le tue stesse sensazioni, perché immagino che lo saranno. Un abbraccio a te, sore'
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