venerdì, 13 aprile 2007

Un altro post che non so come iniziare. Vorrei scrivere che succede, de-scrivere, di nuovo, qualcosa di me, di questi giorni, per dare forse un ordine alle cose, almeno in forma di righe, ma quello che vorrei scrivere oggi potrebbe sembrare ricerca di compassione, ma non è così, non sono fatta così, ma l'alternativa allo scrivere questo è non scrivere nient'altro qui oppure chiudere i commenti per dimostrare che non lo faccio per i commenti ma per me. Ma una cosa del genere mi sembra così stupida, e ho scritto già troppi ma, e faccio prima a scrivere e basta perché stasera mi sento di farlo.

Sono undici giorni che mio padre è ricoverato in ospedale.
Il giorno più lungo era iniziato il giorno prima, lunedì, quando mi aveva detto per telefono che quello che gli aveva fatto l'ecografia aveva messo i risultati dentro una busta sigillata dicendogli "Questa la porta domattina dal suo medico curante, così le spiega lui".
Cos'è che devi farti spiegare da una persona che ti conosce da una vita?
Che quelle macchie al fegato sono stupidi calcoli?
Quella notte ho contato tutte le ore che scorrevano sull'orologio.
Poi ho preso un autobus e sono andata all'università per chiedere in tedesco ad aspiranti studenti Erasmus perché volessero partire per la Germania e per riempire di numeri le caselle Motivazioni, Lingua, Media. Quando finalmente sono riuscita a liberarmi per telefonare al suo cellulare, ha risposto mia madre.
- Papà adesso non può, è dentro con un dottore, siamo venuti all'ospedale.
- Perché, che gli hanno detto?
Silenzio per un po'. E poi
- Beh mela ora te lo dico, tanto lo dovrai sapere anche tu, sono cose che nella vita succedono, dicono che è
e prima che dicesse cancro ero già avvolta in un bozzolo di ovatta nera.
All'alba del mattino successivo ero sul primo autobus per raggiungerlo, dopo una seconda notte insonne ma almeno breve. Poi dopo averlo visto e abbracciato sono andata a casa e sono finalmente crollata sul letto. Poi alle sette ero di nuovo in ospedale. E la settimana che dicono santa è proseguita così. E poi gli altri giorni. L'ospedale, i controlli, i risultati dei controlli, parlare coi medici, gli sguardi seri coi medici e quelli di forza e speranza con lui, le diagnosi, le metastasi, le ipotesi, le parole nuove da imparare (una cosa che ho sempre amato così tanto, ma queste no), la nuova cartella cancro nei segnalibri del browser, la fragilità di mia madre, le decisioni da prendere, le telefonate da fare, e il primario che vuole parlare con me, e i parenti che vogliono parlare con me, e diventare più adulti di colpo, e affrontare le paure.
Non so se so fare tutte queste cose. E quelle che verranno. Ma mi spetta, e lui lo merita, e anche questa volta ringrazio il cielo che esista mio fratello, che esista una persona che è cresciuta con me e che sa e capisce. Tutto quanto. Oggi è il suo ventottesimo compleanno. Qualche settimana fa mi ha detto di aver visto questa pagina. Ecco, se leggi questo di oggi... ma non serve nemmeno che io lo scriva, il bene che ti voglio. La cosa strana forse è dirtelo qui e in italiano.
E mio padre. Si sente ancora bene (ma non è che sta bene, è che non sta ancora male, mi ha detto un medico l'altro giorno) ma lo aspetta una battaglia durissima. Ne è cosciente però, ha accettato la sua malattia, per quanto grave, e vuole combattere per fermarla, facendo tutto ciò che è possibile fare. Ci dice di stare tranquilli, perché lui in fondo lo è. Io gli trasmetto tutta l'energia positiva di cui sono capace, ma non ha idea di quanta riesca a trasmetterne lui, così fragile e forte in questo momento assurdo.
L'altra sera, uscendo dal reparto, mia zia mi ha detto
- Tu hai un padre meraviglioso.
Lo so.

scritto da mela | 23:51 | commenti (25) | commenti (25) [pop-up]


Commenti
#1    13 Aprile 2007 - 23:58
 
mela, non voglio inanellare banalità. ti scrivo solo che mi dispiace e che -per quel poco che ti conosco - penso che tu sarai un enorme aiuto per tuo padre.
un abbraccio.
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#2    14 Aprile 2007 - 08:24
 
mi dispiace piccola Mela. te strigno forte quanto basta per scaldarti.
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#3    14 Aprile 2007 - 11:54
 
Ti capisco profondamente. Sono passato attraverso un'esperienza analoga alla tua undici anni fa con mia madre. Ti sono vicino, ti abbraccio forte e ti auguro dal fondo del mio cuore che questo momento assurdo finisca nel migliore dei modi possibili.
Paolo.
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#4    14 Aprile 2007 - 13:56
 
Cara, ti abbraccio forte forte. Siete nei miei pensieri.

Simona
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#5    14 Aprile 2007 - 15:16
 
Grazie per le parole e gli abbracci.
Speriamo bene davvero.
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#6    14 Aprile 2007 - 20:50
 
ho avuto un giramento di testa.
leggere parole così profonde mi ha toccato dentro.
Di questo mondo non ho capito molto.. ma ho una certezza: chi stà meno bene di altri ha una capacità di reazione e una forza ineguagliabili.
Una collega alla quale avevano dato 1 mese di vita è viva e vegeta da oltre 4 anni.. combatte, si, ma c'è.
potrei citarti tanti altri casi in cui i medici avevano dipinto la situazione nera e la realtà li ha smentiti. Tutto sembra nero all'inizio..quando le nebbie si diradano però..
Ti auguro che le cose volgano al meglio anche se la battaglia non sarà una passeggiata.
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#7    14 Aprile 2007 - 21:41
 
Mela...come ha scritto qui qualcuno, non e' il caso di perdersi in banalita'.
Ma e' giusto farti sapere che tutte le persone che ti vogliono bene ti son vicine.
E come ho avuto gia' modo di dirti, la bellezza della persona e la bonta' dell'animo che contraddistinguono te e la tua famiglia faranno si' che saremo in tanti a cercare di trasmettervi la maggior carica di ottimismo possibile.
Non ci sono ragioni e non ci sono spiegazioni: la vita ci porta a volte ad affrontare situazioni che all'inizio ci appaiono enormi e insuperabili. Ma non sei sola, non siete soli. E questo e' gia' un buon inizio.
Mi viene in mente un'immagine di te che inizi un puzzle tutta desiderosa di finirlo, paziente e metodica.
Questo forse sara' uno dei puzzle piu' difficili che dovrai affrontare...ma ce la farai!
Ti abbraccio piu' forte che posso.
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#8    15 Aprile 2007 - 09:00
 
Tittis, infatti voglio crederci anch'io. Dopo aver letto alcune statistiche ho letto anche che è meglio non leggere le statistiche... e impegnarsi a credere che ogni battaglia è diversa, e che già combattere significa esserci. Ci rimbocchiamo le maniche.

albatros, bella l'immagine del puzzle. Stavo pensando che ogni volta che ne inizio uno mi viene un timore: che per qualche motivo non sia finito nella scatola uno dei pezzi. Stavolta spero ancora di più che ci siano proprio tutti e si incastrino bene.
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#9    15 Aprile 2007 - 14:56
 
"'course numb is an old hat
old as my oldest memories
see that one's my mother
and that one's my father
and that one in the hat, that's me
it's a skill i'd hoped to abandon
when i got out on the open road
but any more pent up emotion
and i think i'm gonna explode"

hold on!

ti abbraccio, francesco
utente anonimo

#10    15 Aprile 2007 - 22:15
 
Aspettavo questo post, da quando ho letto la tua mail. So quanto ti è costato scriverlo, e quanto però ti può aver fatto bene aver raccontato. Spero che poi con il dottor Zeta tu ci abbia parlato, comunque chiamami tutte le volte che vorrai, anche solo per sfogarti un po'. Ti assicuro, ma tu lo sai, che posso capirti, e mi farebbe "piacere" (anche se suona strano parlare di piacere in queste circostanze) aiutarti, aiutarvi, in qualche modo.
Un abbraccio fortissimo
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#11    16 Aprile 2007 - 08:41
 
Qualsiasi cosa scrivessi sarebbe una banalità. Ma non posso non dirti che mi dispiace. Per quel poco che posso, ti sono vicina con il pensiero.
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#12    16 Aprile 2007 - 16:27
 
Mela..per caso sono capitato di nuovo qui dopo un po' di tempo..di certo le parole non bastano..ma sappi che ti sono vicino anche io..

un abbraccio!
Isma
utente anonimo

#13    16 Aprile 2007 - 16:31
 
Cara Mela,
in questi giorni stavo pensando di scriverti... ma poi mi bloccavo tutte le volte... spesso temo di essere invadente, altre volte temo di essere banale... poi oggi, proprio mentre pensavo che avevo comunque voglia di scriverti, leggo il tuo nuovo post...
Sai qual è il sentimento comune di chi abita questa terra... sento la tua storia vicina, le tue sensazioni... mi piacerebbe stringerti, farti sentire la mia presenza in modo più forte... mi rendo conto che posso fare poco ma non smetterò mai di ribadirti che puoi contare su di me, che sei nei miei pensieri e nelle mie preghiere... come dissi tempo fa ad un'altra mia carissima amica, il tuo dolore è il mio dolore... è questa l'amicizia... esserci e camminare insieme... non smettere mai di lottare Melè, a testa bassa... forte e testarda come un mulo...

Ti abbraccio più forte che posso...

Alebò
utente anonimo

#14    16 Aprile 2007 - 16:41
 
sono capitata in questo blog per caso, ho digitato su un motore di ricerca "succo di mela" e mi sono ritrovata qui...! ho letto quello che c'è scritto e trovo affascinante chi racconta le proprie emozioni... belle o brutte che siano.. in bocca al lupo per tutto...
Amelia
utente anonimo

#15    16 Aprile 2007 - 20:00
 
Un abbraccio forte, Mela. Solo queste parole perché ogni altra frase potrebbe essere superflua. Un'unica cosa: l'umore è fondamentale, Mela. L'amore dei famigliari e la loro vicinanza non ha solo un senso psicologico. Un abbraccio vero. Stefano
utente anonimo

#16    17 Aprile 2007 - 00:54
 
Grazie di nuovo, di cuore, a tutti. E

giorgia cara, sapere quanto tu possa capire è veramente confortante. Allo stesso tempo non vorrei però gravarti con pensieri e discorsi in cui sei già stata fin troppo immersa... ma sto già immaginando l'espressione con cui mi guarderesti se ti dicessi questa cosa avendoti davanti. E ci capiremmo. È per questo, ma non solo, che ti chiamerò e ti racconterò presto, dammi solo un po' di tempo. Ti abbraccio anch'io

alebò, che dolce che sei, e non servono spiegazioni, tutto quello che senti e dici mi arriva, davvero. Anche ora che mio padre è uscito dall'ospedale (sai cosa, mi veniva in mente in questi giorni che quel quartiere si chiama Difesa Grande e adesso mi sembra così significativo, mentre prima non ci avevo mai pensato) e sono a Roma, dove sta per raggiungermi, le tue parole mi fanno sentire forte quel filo. Dev'essere come dici tu: qualcosa di quello spirito fraterno e testardo. Mi dispiace non essere riuscita ad incontrarti, nemmeno per saldare la nostra promessa per fine maggio... ma spero avvenga presto. Un abbraccio a te
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#17    17 Aprile 2007 - 09:18
 
e...(F)
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#18    17 Aprile 2007 - 12:27
 
Ho letto il tuo post 3 volte, le prime due velocemente, troppo velocemente, per poter scriverti e lasciarti un mio messaggio. Ora l'ho letto di nuovo, e di nuovo ancora. Ho scoperto che è ancora presto per me leggere tutto questo. Ho pensato però che tu meriti tanta forza, e quindi anche io, come tutti gli altri, sono qui per darti la mia parte, e credimi, è tanta! Vorrei essere più vicina per farla sentire davvero questa positività, e, mannaggia, mandare a quel paese il tempo, per potertelo dedicare. Ti abbraccio sorè...
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#19    17 Aprile 2007 - 14:04
 
L'ho letto diverse volte, questo post. Ogni volta vorrei scriverti qualcosa, ma poi è tutto robbo banale.
Ma non posso non farti neppure sapere che ti ho letto, che credo di capire cosa tu stia provando e che spero che seppur con fatica e tempo tutto si risolva.
Ti abbraccio
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#20    18 Aprile 2007 - 00:03
 
dragonfly, non so bene cosa hai scritto, però sento che grazie può essere la risposta giusta. Un bacio

ale, piccola, mi rendo conto, e poiché so che costano apprezzo ancora di più il valore dei tuoi pensieri, ma ci penso e penso che non voglio che questa cosa mia ti butti giù. Te perché non è giusto, e tutti gli altri, in generale, perché non è negatività che vorrei generare. Quindi sì, noi promettiamoci di nuovo la bella circolazione di energia positiva e sorerna che conosciamo, quella che fa sparire Alpi e chilometri.

biancac, grazie e non ti preoccupare per le cose da dire, del resto cos'è che si può/deve dire in questi casi? Penso a quante volte mi ci sono trovata anch'io, in quella specie di imbarazzo di voler dire una cosa opportuna e sentire di non averla, e ora visto dall'altra parte tutto è moltiplicato per mille imbarazzi, e ti rendi conto che davvero, la questione non è lì.
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#21    18 Aprile 2007 - 11:20
 
"Ci rendiamo conto che ciò che facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma l'oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo"

(Madre Teresa)


Pensavo, leggendo e riflettendo, che in questo momento ciò che posso fare è solo una goccia... ma continuando a riflettere ho pensato anche che quella goccia che posso darti voglio che sia una goccia positiva, piena di energia e speranza... come faccio con un'altra mia amica che sta vivendo la stessa cosa che stai vivendo tu... il mio starle vicino è fatto di ironia, energia positiva... ed è così che voglio fare anche con te... e quella frase che ti ho citato per me significa tanto...

un forte abbraccio

alebò
utente anonimo

#22    18 Aprile 2007 - 21:16
 
Ero troppo impegnata a piangermi addosso per passare da qui! Scusami.
Sono a tua disposizione per qualsiasi cosa (da una voce con cui parlare, all'autista)
Ti abbraccio e non aggiungo altro.
Viv
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#23    19 Aprile 2007 - 16:58
 
ale, vero, e quella frase è sempre piaciuta anche a me: le chiamiamo gocce ma fanno un gran bene. Un abbraccio, a presto

viv cara, ma quale chiedere scusa, non ci pensare nemmeno. Dovrei chiedertene io, che non mi sono più fatta viva da febbraio e non so nemmeno cosa ti abbia portato a piangerti addosso... Sai cosa, sarebbe bello sdraiarci sul prato a Villa Borghese come quel giorno e raccontarci cose. E sai cosa, quasi quasi potremmo davvero farlo. A presto, grazie e un bacio
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#24    19 Aprile 2007 - 18:46
 
Io il 25 aprile resto a Roma, se vuoi, se puoi... possiamo replicare o eventualmente anche cambiare destinazione.
Scegli e decidi tu!
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#25    20 Aprile 2007 - 19:28
 
Quel giorno potrebbero esserci i miei qui, comunque se ci sto ti faccio sapere. Ciao Viv, un bacio
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