lunedì, 02 aprile 2007

No, è che poi viene una sorta di timore a riprendere a scrivere, non sembra, ma più giorni passano e più sento come "Oddio, è quasi un mese dall'ultima volta, e ora che scrivo?".
Eppure in fondo non credo di essere gravata da aspettative, questo blog non ha una linea editoriale, né si pone come un sito d'informazione o di proselitismo o di altro scopo che non sia quello di esprimere me (poi spremere ha la stessa etimologia, e del resto il titolo di questa pagina non è un caso) quando ne sento il bisogno e di ritrovare stralci di me trascorsa quando ricapito sui vecchi post. Anche se alla fine qui, di me, sono solo gocce.

This machine will not communicate
These thoughts and the strain I am under *


E dire che bisogno di scrivere, fissare, ne ho sentito più di una volta in questi giorni. Soprattutto una notte, domenica scorsa, in cui però non dormivo nella mia stanza perché erano qui mio fratello e la sua ragazza, e così il coperchio di questo computer è rimasto chiuso e così i miei pensieri, un po' tappati. Forse meglio.
Nel giro di pochi giorni sono cambiati in modo drastico e irreversibile degli equilibri interni alla casa in cui vivo, prima per uno sfidanzamento storico, con legami così forti e molteplici col resto del gruppo che ora per tutti a parlare con uno dei due sembra quasi di mettersi contro l'altro, ma chiaramente non è così; poi quella sera a cena fuori l'annuncio di una persona con cui in questa casa ho condiviso tantissimo, che tra qualche settimana va via a convivere col ragazzo, e ci manca un po' la terra sotto i piedi. Non perché lei si stia evolvendo, non potevamo augurarle di meglio, ma perché in fondo questo ha fatto sentire noialtri ancora fermi, bloccati. Sì, un po' egoistico. Ma in un senso non cattivo. Ci siamo rimessi nelle macchine, e nella nostra eravamo tre trentenni precari, The Bends dei Radiohead nell'autoradio, le luci di Roma di notte fuori, gli sguardi e i silenzi e le parole per sdrammatizzare, l'imitazione di Fabio Caressa, abbiamo mangiato dagli stessi piatti, abbiamo suonato le nostre canzoni, abbiamo visto i mondiali sulla terrazza, sono stati anni belli, e ho detto che con i Radiohead in sottofondo sembravamo uno di quei film italiani sui trentenni confusi, e G. ha detto "E G. pensò, 'Quando avrò una casa mia?'", e mela pensò anche molte altre cose

All your insides fall to pieces,
you just sit there wishing you could still make love *


e che quella notte avrebbe voluto scrivere pensieri con in mezzo le citazioni di quel disco che ascoltava tanto all'università, insieme a Ok Computer. Li avevo su cassetta. Che tenerezza ora ripensare a quando dopo poche canzoni bisognava cambiar lato. E il nastro che dopo un po' si consumava e si rovinava. Spesso facevo delle operazioni di microchirurgia ricostruttiva sui nastri spezzati, avevo anche una scatolina con pezzettini di ricambio recuperati dalle cassette buttate.

He used to do surgery
For girls in the Eighties
But gravity always wins *


Facevo i viaggi col walkman, delle batterie di ricambio e due o tre cassette le cui canzoni avrei imparato benissimo. Oggi invece mi capita di sentirmi dire il mio melpod da 2GB (3-400 canzoni) è un po' poco.
Mi sono laureata nell'anno di uscita di Amnesiac (ricordo che ogni volta che su mtv davano il video di Pyramid Song mi incantavo a sprofondare nelle immagini e ad analizzare la struttura ritmica, soprattutto prima che entri la batteria, ancora oggi un bell'esercizio di concentrazione su una canzone ipnoticamente bella) e se oggi penso che da un paio di giorni c'è una persona al mondo che si è laureata con me mi viene da ridere.
Il presidente della commissione, che all'inizio mi ha presa per una studentessa, alla fine mi ha fatto i complimenti per professionalità ed equilibrio e mi ha detto che l'università ha fatto un bell'acquisto. C'è però che non so io se ho fatto un bell'acquisto e se sia quello l'ambiente in cui voglio restare. Ultimamente mi vedo all'ultimo anello di un'accademica catena di scaricabarile di varia natura, ed in generale di un ambiente che penalizza le passioni e premia il machiavellismo, che non so se intendo e se sono in grado di sostenere ancora a lungo. È così che mi aspettavo? È così che volevo? Non credo.

Faith, you're driving me away
You do it everyday
You don't mean it
But it hurts like hell *


Il regno delle cose non fatte, sempre molto vasto, è pieno tra l'altro di post non scritti.
Però da quel regno sto tirando via una patente di guida, ebbene sì. Lunedì ho guidato per la prima volta una macchina, quella di mio fratello, che mi ha detto bravissima perché non l'ho fatta mai spegnere, ho messo la seconda e ho guidato tra le colonne del parcheggio deserto delle 22 all'Ikea di Porta di Roma senza andare addosso ad alcuna di esse (anche se in una curva più stretta c'è mancato poco).

Da quando studio per la patente, la strada mi assale con uno strato di semantica in più che prima c'era ma era un mondo parallelo, e ora invece mi impone di interpretare e definire segni orizzontali, verticali, bi-, tridimensionali e su ruote che mi circondano. È incredibile quanto ci sia da definire. Sta diventando un po' faticoso: ormai quando sono in autostrada in autobus (in tedesco per dire andare su un mezzo di trasporto si usa lo stesso verbo per guidare, dunque mentre guido in autostrada, ma quanto sono già avanti?) guardo anche tutti i mezzi cercando di ricordare le definizioni. Così scelgo di chiudere gli occhi e appisolarmi, cosa che ultimamente, a fine giornata di lavoro, mi riesce in modo sempre più frequente ed efficace.
La prossima volta che guiderò con le mie mani e i miei piedi sarà in un luogo più aperto, in un'altra città, con mio padre. Una cosa che ho sempre sognato.
Ora ancora di più.
Mio padre, per più di sessant'anni indistruttibile, che anche quando gli cadde il carico di una gru sulla schiena non si spezzò, che non si ammala mai, da qualche giorno è ufficialmente malato. Si spera non lo sia tanto, ci saranno tempo e controlli per dirlo, ma fa male, e non c'è nulla con cui prendersela.

Blame it on the black star
Blame it on the falling sky
Blame it on the satellite
That beams me home *


Non ricordo chi è che diceva che passiamo i giorni ad aspettare di risolvere tutti i vari piccoli e grandi problemi della quotidianità, dopo di che potremo finalmente iniziare la nostra vera vita, senza renderci conto che la vita è proprio quella quotidianità che aspettiamo che passi.
Certo che l'esempio di programmazione del futuro che ho visto prima di mezzanotte su La7 supera ogni immaginazione: era una pubblicità per presentare un nuovo complesso di case in costruzione in Romagna, un progetto chiamato Mare Domani. L'entusiasta agente immobiliare spiegava che non solo si tratta di bellissime case splendidamente rifinite ecc., ma che sono costruite in una posizione tale che tra una quindicina d'anni, per il previsto innalzamento del livello del mare, la vostra casa in collina si trasformerà in una esclusiva casa sul mare e avrete la vostra spiaggia.
Giuro che ha detto questo.
Con tanto di grafica in sovrimpressione del mare che risale la collina.
Dio voglia che fosse un pesce d'aprile.

Every day, every hour
I wish that I was bullet proof  *

scritto da mela | 03:09 | commenti (17) | commenti (17) [pop-up]
musica, lavoro precario, pubblicità regresso, succo di mela


Commenti
#1    02 Aprile 2007 - 08:16
 
è un post stimolante. troppo, forse, e così non scrivo niente di sensato
(avevo scritto un commento di 30 righe e le ho cancellate. mi sembravano banalità).
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#2    02 Aprile 2007 - 09:33
 
Melì quante cose che hai da raccontarmi... le ragazze... spero che stiano bene... dobbiamo sentirciiiii!!
nel frattempo ti abbraccio... buzz
utente anonimo

#3    02 Aprile 2007 - 10:16
 
Questo credo che valga un po' per tutto: per gli sfidanzamenti storici, per la prossima guida affianco a tuo padre, per la sua salute e le insicurezze del lavoro.
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#4    02 Aprile 2007 - 12:21
 
Ti faccio un Trillo di solidarietà. per tutto gh ^____^
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#5    02 Aprile 2007 - 17:22
 
ci sono cambiamenti in vista a quanto si legge. bisogna reggerli con serenità.
viva rediohead.
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#6    02 Aprile 2007 - 21:50
 
I Radiohead ti fanno sentire il tempo che scorre in un modo speciale.
Mi sa che è la voce di Yorke.
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#7    02 Aprile 2007 - 21:50
 
mamma mia! non scrivi ormai quasi piu', ma quando scrivi sono dei pezzi storici...non e' che mi stai diventando un'artista intellettuale e snob, come quei registi che fanno un film ogni 10 anni di cui si parlera' per i prossimi 10, oppure quei cantautori che fanno un album ad ogni generazione, per il quale la generazione stessa potra' dire a quella successiva "io sono nato negli anni di ...."???
Alcune cose che hai scritto le sapevo gia' (per fortuna ogni tanto ci si risente...anzi...una di ste sere ti chiamo per una sana spettegolata), ma altre no e devo dire che venirle a sapere mi ha colpito...e molto, soprattutto la vicenda di tuo padre...spero davvero che le cose vadano bene: ti sono vicino.
Coppie che si sfasciano, nuove vite insieme, nuove mani sul volante e piedi sui pedali. Wind of change insomma! Mi raccomando...impara bene i segnali per l'esame e poi dimenticali alla svelta...e impara a essere aggressiva alla guida, come solo una vera donna sa esserlo! (Davvero...meglio un camionista di sera che una donna al mattino...l'unica persona che ho visto in vita ma capace di superarla e' stato Jo!).
A presto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente 1976albatros

#8    02 Aprile 2007 - 22:32
 
Ne è valsa la pena aspettare a lungo il tuo nuovo (bellissimo) post!
Simo
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SimonaC

#9    02 Aprile 2007 - 23:53
 
cinas, peccato per le 30 righe tue, sarebbe stato un onore ospitarle qui.

buzz, sì, le ragazze tutto bene, e un giorno di questi ci dobbiamo proprio organizzare per sentirci un po', dai. Un abbraccio a te.

seaweeds, grazie. E meno male che c'è la colonna sonora di Forrest Gump a permettermi di capire tanti tuoi riferimenti musicali.

DragonTrill, e uno di abbraccio a te :)

brule, que viva siempre.

paps, bello, è vero.

albatros, e ora che sai tutto (ed evidentemente doveva accadere oggi) sai anche che non manco per fare la preziosa. Ma lo sapevi anche da prima.

Simona, grazie di nuovo per le tue parole gentili.
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#10    03 Aprile 2007 - 01:05
 
Sai che io la prima volta che ho messo piede (o mani?) su un'auto non riuscivo a fare le curve. A disegnarle, diciamo. Mi sarebbe piaciuto guidare lungo quelle strade dritte a perdita d'occhio che immagino ci siano in Arizona o giù di lì (e che sono simili al parcheggio di Ikea alle 22. Come avete fatto ad entrare?). Poi ho imparato, cioè, dopo 5 anni. Ma ho perso un altro briciolo di naïveté.
(Non lo sarà, tanto)
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#11    03 Aprile 2007 - 08:18
 
Bellissimo post. È valsa la pena aspettare ;-)
E comunque benvenuta nel club di quelli che-forse-non-era-proprio-questo-quello-che-volevo-fare. Saranno i 30 anni?
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#12    04 Aprile 2007 - 13:23
 
melina, che bello rileggerti! bello sapere che la prima tesi è andata bene e bello sapere che non vai poi così male con le dimensioni dell'auto e coi cartelli quadrati :). l'equilibrio dentro casa e dentro di te tornerà, e per il lavoro sono sicura che anche se rimarrai lì saprai ritagliarti uno melaspazio controcorrente gettonatissimo!
si mare domani sì, dai, giochiamo che era uno scherzo :)
un dodabbraccio

(e sul forum c'è qualche fotina che ti aspetta... io voglio vedere quelle del mare! il cane blu sarà in villeggiatura dai nonni qui a torino per tre settimane se vuoi venire a farci visita :) )

(ah, qui
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#13    04 Aprile 2007 - 16:29
 
leggerti... tutto d'un fiato... emozionarsi...

abbracciarti virtualmente e starti vicina anche da qui...

un bacio paisà!!

alebò
utente anonimo

#14    05 Aprile 2007 - 11:06
 
Emmenomale che scrivi una volta al mese, Mela! Nel senso che io passo di qui, aspetto e quando finalmente trovo, bè, è un bel capolavoro, davvero.

È un pots talmente ricco che sembra uno di quei quadri che stai a guardre e non hai nulla da dire perché è già tutto lì....

Ti abbraccio - i cambiamenti ci sono anche in chi crede di essere immobile.

Ma tu davvero non lo sei...
;-)
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#15    05 Aprile 2007 - 13:11
 
Ma non mi sono soffermato quanto si doveva sull'INCREDIBILE pubblicità di quella dittà così ignobile da vergognarmi persino di ripeterne il nome: l'ho appena vista e mia mamma ha ancora la faccia dell'indignazione!
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#16    10 Aprile 2007 - 22:36
 
Pesce d'aprile.
Fiuuuuuu :)
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#17    14 Aprile 2007 - 15:28
 
Non avevo più risposto qui...

goo, già, che bello, strade dritte senza curve né ostacoli. Sembra metaforico, eh? In effetti lo è. Però è comodo anche per la guida. Nel parcheggio ci siamo entrati uscendo dal negozio.

melusina, grazie, e sì, mi sa che questo club conta parecchi iscritti.

dodo, e meno male che Mare Domani era uno scherzo. Ho visto anche il tuo post solidale. E le tue foto di là, bravissima (con la a lunga), e hai ragione, ti devo mandare le foto del mare, vedo di provvedere presto.

paisa' dolce, grazie di cuore per il tuo primo commento qui. E per le altre parole. Un bacio a te

biancac, non esagerare. Ma grazie. E speriamo davvero nei flussi positivi.

paps, meno male sì. E sarebbe stato bello se alla fine fosse apparso un sole che ride. ma qua in Italia abbiamo piuttosto un sole che dorme.
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